lunedì 16 novembre 2009

DALLALTRAPARTE

Dallaltraparte non hanno le arance, non le hanno e basta, non potranno mai immaginare quel tavolo americano di truciolato, sul quale ogni mattino, e forse a volte il pomeriggio se la serata precedente è finita alle 11:00, si poggiano gomiti bianchicci e rugosi , indolenziti dal peso della notte.
Non potranno mai immaginare quella colazione con i cereal bowls affianco alla tanica del latte freddo ,trasudante goccioline d'acqua. Dallaltraparte non sanno cosa sia l'arancione e non hanno mai visto un carnevale di Viareggio, festeggiato a botte di vitamina C sulle costole.
Non hanno e non avranno mai i raccoglitori di arance extra comunitari e non avranno mai più spose che profumano di Minute Maid.
Dallaltraparte non esistono fotografie, è molto chiaro, non potranno mai fotografare arance .
Non hanno mai avuto le cartoline antiche, mai hanno visto nella loro esistenza i ritratti ingialliti degli antenati in bianco e nero. Non hanno la kodak e le sue pubblicità con John Lennon, non hanno la canon, la nikon. Non hanno mai riso guardando una polaroid e non sono mai andati in gita con una macchina usa e getta, e non si sono mai spazientiti nel girare la rotellina per scattare l'ennesima foto al compagno chiamato per cognome. Mi fa ridere, non vedranno a distanza di dieci anni com'erano i loro capelli e avranno vuoti di memoria e non potranno mai essere nostalgici.
Non hanno nemmeno i porta ritratti d'argento, di legno, di ceramica, di plastica.... non hanno nonne con i mobili dell'ingresso pieni di ritratti.
Dallaltraparte non hanno mai freddo, ciò significa che hanno inverni ma i loro inverni non sono freddi sono solo scuri ma non freddi, quando fuori c'è vento, piove ed è tutto grigio, non pensano mica a farsi un ciobar. . Il loro gennaio è ricco di venti forti e freddi ma per loro non c'è problema. Dallaltraparte non ci sono la lana, il cappotto, i termosifoni, le sciarpe, i guanti, i cappelli, le pellicce, le coperte, i piumoni e i piumini. Non hanno mai le mani fredde, non mettono mai due paia di calze e non hanno mai scaldato castagne sul camino. Non sanno cosa siano i brividi e non se ne fanno niente dei ghiaccioli.
Non credo che abbiano il gelato e meno che meno quello all'arancia.
Gli abitanti di Dallaltraparte non hanno mai imparato a creare oggetti dal legno, hanno tutti gli strumenti che abbiamo noi e anche gli stessi mobili ma non sono di legno. HANNO inventato durante la loro infanzia conoscitiva un altro materiale e con quello danno forma al loro mondo, mentre gli alberi continuano a crescere, però nessuno li abbraccia perché tanto stanno bene.
Dallaltraparte non hanno nè il caffè nè il cacao, non sfruttano perciò migliaia di chilometri di territori sottosviluppati per produrli a basso costo, non hanno centinaia di multinazionali e la cioccolata equa e solidale venduta in una caffetteria letteraria.
No hanno lavoratori schizofrenici :-“sono otto brzzzzzzz ottocaffèalgiorno piacere sono otto aha ha ha otto otto otto otto caffè otto. “ e bambini grassi con le dita sporche di cioccolato.
Dallaltraparte non si producono e consumano migliaia di merendine, di biscotti, di torte, di creme, di gelati, di mousse, di crepe perché non c'è, non c'è, non c'è questo stramaledetto cioccolato.
Sono le sette e mezza, è un quarto d'ora che suona la sveglia e una tipa morta qualche anno fa continua a cantarmi “Me han preguntádico varias persónicas
Si peligrósicas para las másicas
Son las canciónicas agitadóricas”
Mi alzo allora, la zittisco, mi sforzo, apro gli occhi e mi metto seduta sul letto e ho proprio paura di alzarmi. C'è veramente freddo, cerco la vestaglia, inciampo sulla ciabatta e batto il ginocchio contro il comodino di legno di mia nonna e cadono tutte le cornici d'argento delle comunioni dei nipoti.
Finalmente ho la vestaglia di panno e con le mani e il naso congelati vado in cucina, metto nel forno a microonde la tazzina di caffè avanzato dal giorno prima, sto in piedi attaccata al termosifone e mi sto ustionando le ginocchia però ho freddo. Mangio senza nemmeno vederla. una merendina al cioccolato del discount prima di bere il caffè vecchio 48 ore.
Non ho più tempo per rimanere attaccata al termosifone con il pigiama di pile, devo andare a lavarmi, bevo un sorso di succo d'arancia per sciacquarmi la bocca dal caffè e parto, tra un po' saranno le otto. Chissà dallaltraparte che ore sono...

2 commenti:

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  2. Lo so che non conta più di tanto, ma qualcuno deve per forza lanciare un sasso per far smuovere le acque, no?
    Un bacio, sei bravissima...

    G.

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