sabato 24 dicembre 2011

Ho smesso improvvisamente di amarlo.

Ho smesso improvvisamente di amarlo.

L'ho amato intensamente per anni in un meraviglioso rapporto di mistico fascino, che fosse un rapporto equo, giusto ed equilibrato? Oggi non saprei, ma in passato ne ho avuto la certezza.
Nell'accostarsi aveva un profumo naturale, qualsiasi mia funzione intellettiva veniva "disarcionata",se così posso dire, nelle sue abilità; rimaneva in funzione unicamente l'olfatto, per mostrare all'animo quanto bella fosse quella sensazione: era come rientrare da ottantenni in una cucina e sentire lo stesso profumo dei biscotti preparati dalla mamma quando ne avevi settanta di meno. Il medesimo battito, la medesima malinconia.
E di malinconia vissi tra le sue braccia, sognando tra di esse un avvenire migliore di quello presente e accontentandomi, nel calore, di quello passato.
Un amore che racchiudeva dentro di se ogni passo, ogni battito, ogni sospiro di questa umanità , era la volonta e la negazione, la sopravvivenza della certezza del passato, la conoscienza, la sconfitta dell'oblio.
Lo amavo veramente tanto, con i suoi occhi verdi che illuminavano il mondo con la sua capacità di far innamorare il prossimo di un'idea, di una follia, di un oggetto, di un qualcuno o di un qualcosa. Aveva la capacità di riunire il mondo intorno a sè e innate capacità incantatrici. Lo amavo perchè con lui era facile il perdono, perchè gli si negavano le incoerenze per il timore di perderlo, perchè quando lo vedevo arrivare mi tremava il cuore nella convinzione che mi avrebbe reso felice.
Ora mi accorgo della mia innocenza bambina. Ho smesso improvvisamente di amarlo, un giorno non ho sentito più quel magico profumo, non ho sentito più le sue ammalianti parole, la sua energia è svanita nella luce di una mattina come tante e i suoi occhi verdi si sono annullati nei miei.
Niente più magia, niente più regali, niente più calore. Un giorno qualcuno mi disse: " Ma non ti rendi conto di essere eccessivamente innamorata di lui? Non riesci a vedere anche il brutto che è in lui?"
E così intravidi la solitudine, la malinconica felicità si sostituì alla malinconica tristezza, il calore divenne freddo e l'atavica perfezione, la platonica Idea di bellezza finì. PERCHÉ? Perchè nessuno e niente possono renderci felici quanto noi stessi nel cercare le felicità in ogni Essere. Perchè è pericoloso credere che solo una persona, un evento, o un oggetto possano appagarti negli stessi istanti e modi collettivamente prestabiliti. Ho smesso di amare il Natale, quando ho capito la sua imperfezione ed ho iniziato ad amare tutto l'Anno. Kaitlyn Maring

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