Ci sono delle giornate delle nostre lunghe settimane che inevitabilmente o per fortuna passiamo a casa; spesso queste giornate domestiche le affrontiamo con scopa, paletta e spray antipolvere perchè abbiamo passato gran parte del nostro tempo a consumarci per un lavoro, che non ci permette il lusso di un servizio di pulizie a domicilio.
Capita che in queste letargiche giornate di ozio ci si svegli alle 10:00 e non alle 6:00 del mattino, per restaurare da mezzogiorno alle sei del pomeriggio, quel che rimaneva della nostra casa, prima che ci passasse quel tornado di esaurimento nervoso, che ti fa chiedere "Ma come si fa a ridurre tutto così?"
Ci si munisce di guanti, scopa elettrica (perché ormai quella normale serve soltanto a togliere le ragnatele dal soffitto), sgrassatore universale, panni cattura polvere e una pinza gigante per tenere i capelli in posizione di attacco.
Passiamo i primi minuti a rimettere i giornali in pila, a raccogliere i vestiti lasciati per terra nell'angolo del bagno, a recuperare le tazzine con l'alone di caffé che ti ritrovi anche nel bordo della vasca, a ripiegare i vestiti che inspiegabilmente il tuo armadio ha vomitato in una palla informe sul tuo letto. Vaghi da una stanza all'altra e cerchi il panno in pelle di daino, e quando lo trovi, non ricordi dove avevi appoggiato il vetril mentre cercavi il panno, e allora vaghi per il salotto girando su te stessa e ripeti: "ma dov'é? non è possibile, ce l'avevo qui!, ricordo di averlo preso!"; gira che ti gira passano dieci minuti e alla fine:“ECCOLO!” era caduto tra il divano e la parete vicino al vaso blu che guarda caso, ha la stessa tonalità dello spray.
Nonostanze le abilità militari del vetril, continui nell'impresa e ti aiutano anche i Queen con quel "another one bites the dust" a farti sentire meglio, anche se hai gia affrontato il quinto starnuto per i peli del cane o del gatto o del coniglio domestico che è forse un pò gatto o un pò cane o comunque avete capito: non importa di chi sia ma sempre di pelo si tratta. In tutto questo via vai, succede più volte di passare di fronte a quello specchio del corridoio che come una persona attende il tuo passaggio; le prime volte passi veloce e dai un'occhiata al fondoschiena per vedere se è sempre lassù, poi dai un'occhiatina per vedere se anche in tenuta da sommossa casalinga sei sexy. Al decimo passaggio dopo aver constatato che la tua femminilità rimane intatta nonostante tutto, bhe.. non puoi far altro che passarci davanti e sorridere e magari fargli una smorfia. Naturalmente non ci deve essere nessuno a casa, perchè queste forme di pazzia si devono sprigionare solo nei momenti di completa solitudine; allora passi davanti e gli fai "gne gne gne" poi passi un'altra volta e gli dici "miao" e un'altra volta fai la faccia dello zombi e quella dopo fai la scimmia e poi la strega e poi Fantozzi.Insomma ogni volta che ci passi davanti devi esternare te stessa, devi comunicare con quella parte di te che ha bisogno di una conferma, di un feedback, ti assicuri di esserci, di essere consapevole, di sapere di essere proprio tu quella che si specchia. Ci facciamo le smorfie perché spesso non abbiamo il coraggio di guardarci e di vederci così come ci vedono gli altri per tutta la vita e non riusciamo a sostenere lo sguardo per piu di due secondi con il nostro io,quella parte remota della nostra figura.
Tra tutti questi viaggi su polvere e aspirapolvere e prodotti chimici in qualche modo fluttuiamo nei nostri pensieri ed è forse uno dei pochi momenti in cui pensiamo veramente.
Rifletto e penso di aver avuto sempre il grande difetto di esternare troppo le miei emozioni e i miei pensieri; il male non è farlo quando ci sta antipatico qualcuno, perchè li non riesco a dire: "Hey tu, sei proprio un'antipatica stronza!" No, il problema è farlo quando ti interessa qualcuno, quando provi simpatia, quando vuoi che qualcuno ti apprezzi, quando vuoi ottenere la stima di qualcuno che stimi...la fragatura e la sofferenza stanno proprio in questo.. allora maledici l'importanza che hai riservato per qualcuno, le confidenze che hai fatto ad un altro, la compassione che hai espresso per quello e la fiducia che hai riposto in quest'altro. Ciò che ha rovinato tutto è sempre stata la buona fede, la fede nel ritenere che una persona essendo meritevole della tua simpatia dovesse necessariamente essere una persona giusta. E INVECE NO! non è così, perchè non è vero che ci circondiamo di persone che sono migliori per noi in verità siamo circondati da chi capita e spesso capita di dover fare un sorriso in più a chi ti ritrovi intorno.
Mentre mi intossico di varecchina inginocchiata sul battiscopa, continuo a pensare a tutto quello che vorrei fare e soprattutto a quello che non ho saputo fare: "Eh se avessi passato quei mesi a pensare alle cose importanti, a quest'ora!!! ... eh se avessi fatto così e non come hai fatto... eh.. mah cosa ti sarà venuto in mente quel giorno!!... ah se mi fossi impegnata di più... ah se avessi lasciato perdere.." È tutto un ah! e un mah! e un seh! e un perché? Forse è solo la varecchina...
Passo a riordinare i libri e dico: "Ma chi cavolo me lo ha regalato quello? ah.. e quest'altro libro? è stato un compagno nell'adolescenza... e questo dal titolo Sex after 60? apri e non c'é scritto niente, è in bianco!”.
Sistemo i cassetti e mi vien da pensare a tutte le cose che non ho sistemato e sono tre ore che pulisco, mi accovaccio di fronte al reparto delle mutande e piega che ti piega prendo atto dei miei doveri e rivedo gli obbiettivi che voglio raggiungere; mi viene una botta di energia, e mi entusiasmo, e dico ad alta voce: " DAI CE LA PUOI FARE!" a raggiungere quel traguardo, quell'obiettivo, potrai realizzare quel progetto. Ma l'entusiasmo svanisce e vedi tutto ciò che devi ancora riassettare, sia dentro che fuori te stessa.
Arriva la fine della serata e hai passato in rassegna ogni stanza, ogni compartimento, ogni armadio, ogni cassetto, hai eliminato la polvere, pulito le piastrelle, lavato i panni, schiarito i vetri e alla fine hai sistemato tutto. Non hai smesso un attimo di muoverti ma sei stata stabilmente fissa su quell'unica importante idea: TE STESSA; e l'hai guardata e sbeffeggiata nello specchio e l'hai rimproverata per gli errori e le mancanze e l'hai consolata per l'ingenuità e l'hai rinvigorita nelle speranze. Saresti potuta sopravvivere nella polvere e nei germi del tuo appartamento, ma quanto avresti potuto convivere con quelli dentro te stessa?
Pulire e rammendare è una questione di grande civiltà interiore. OHMMMMM...
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